Illustrazione generata con AI
Lo sapevi che il forno autopulente esiste da oltre sessant'anni?
La pirolisi sembra una funzione dei forni più evoluti di oggi, ma la sua applicazione alla pulizia domestica risale agli anni Sessanta. Negli Stati Uniti comparvero i primi modelli e nel 1973 Siemens portò questa tecnologia sul mercato tedesco.
Portare il forno a temperature elevatissime per trasformare grasso e residui di cibo in cenere da rimuovere con un panno sembra una soluzione relativamente recente. In realtà, la pulizia pirolitica applicata ai forni domestici ha più di sessant'anni di storia.
Negli Stati Uniti erano già disponibili forni autopulenti basati sul principio della pirolisi negli anni Sessanta. In Europa uno dei passaggi importanti arrivò con Siemens: nel 1973 l'azienda commercializzò in Germania il suo primo forno dotato di funzione di pulizia pirolitica, sviluppata dall'ingegnere Josef Ackermann.1
Il principio era sorprendentemente vicino a quello utilizzato ancora oggi. Il forno raggiungeva temperature superiori ai 500 °C, sufficienti a carbonizzare i residui organici presenti nella cavità.
Al termine del processo rimanevano residui facilmente eliminabili, rendendo superfluo l'impiego dei detergenti utilizzati per la pulizia tradizionale.
La tecnologia era tutt'altro che improvvisata: Siemens aveva depositato già nel 1971 un brevetto per un forno elettrico dotato di sistema di autopulizia pirolitica, pubblicato nel maggio 1973.
Oggi la pirolisi è diventata una funzione familiare nei forni di numerosi produttori.
Eppure, dietro quel programma che avviamo premendo un pulsante c'è una tecnologia entrata nelle cucine quando smartphone, Wi-Fi e domotica appartenevano ancora alla fantascienza.